Tag: Rieducatore Motorio

Settembre 12, 2017

Quando si parla di cervicalgia, s’intende un dolore al livello del collo. Il dolore parte dal collo e da lì si irradia alle spalle (trapezi) e, nei casi più gravi, alle braccia, rendendo difficoltosi i movimenti.

Un gran numero di persone lamenta dolori al collo. Gran parte di queste sofferenze sono causate da posizioni scorrette durante il lavoro, nel sonno, alla guida, o sono conseguenza di incidenti che hanno alterato la delicata struttura della colonna vertebrale.

La cervicalgia non dev’essere sottovalutata e, quando se ne è afflitti, è opportuno rivolgersi al medico per escludere la presenza di patologie di maggiore gravità.  Spesso conseguenza di un trama non trattato CDF( colpo di frusta), disturbi viscerali – stomaco, vie biliari, colon.

Nella maggior parte dei casi (80-85%), all’origine del dolore c’è un’alterazione non grave, che interessa le strutture meccaniche situate nella regione delle prime vertebre della colonna: si tratta dei muscoli, dei legamenti, dei dischi intervertebrali e delle articolazioni posteriori che garantiscono sia il movimento (il collo ha un’estrema mobilità per consentire allo sguardo di orientarsi in tutte le direzioni) sia il sostegno (il collo, struttura esile, sostiene la testa che è molto pesante).
Basta, infatti, uno sforzo non adeguato, che può essere istantaneo e brusco o prolungato, a livello del collo, o una postura non corretta a creare una lesione di queste strutture.

Oppure ci può essere il caso di situazioni sbagliate che determinano delle lesioni sia al disco intervertebrale sia alle articolazioni (dipende da qual è l’anello debole).
Con l’andare del tempo, infatti, queste microlesioni possono portare a una patologia molto comune: l’artrosi. Tale disturbo, che è legato al logoramento della cartilagine delle articolazioni e dei dischi intervertebrali, dovuto solitamente all’età, viene accelerato quando si effettuano movimenti non corretti e prolungati nel tempo.

La diagnosi è sempre clinica e richiede un medico esperto: questo parte dalla storia del paziente, al fine di conoscere il suo stile di vita, e dall’esame obiettivo (movimento del collo, valutazione neurologica), che consente di escludere o di ricavare elementi di sospetto, per cui sarà necessario effettuare indagini diagnostiche come la TAC, la R.M., l’elettromiografia (muscoli) e i potenziali evocati (midollo).

Per eliminare il dolore sono consigliati i farmaci antidolorifici, e più precisamente il paracetamolo, che è quello con meno effetti collaterali. La terapia farmacologica elimina il dolore, ma se si vuol stare meglio nel tempo bisogna cambiare il proprio stile di vita: fare attenzione alle posture quotidiane e svolgere un’attività fisica regolare che coinvolga tutta la parte superiore del tronco. Se i dolori persistono nel tempo, l’intervento dello specialista è indispensabile per recuperare un movimento nella maniera migliore e più corretta.
Si possono utilizzare terapie manuali (manipolazioni) o insegnare degli esercizi specifici, controllando che vengano eseguiti correttamente.

Percorso Terapeutico :

  • Valutazione Osteopatica
  • Terapie consigliate: Tecarterapia , Posturale
Agosto 2, 2017

Il Rieducatore Funzionale & Motorio è il Laureato magistrale della Scuola di Scienze Motorie e, a livello rieducativo, lavora in stretta collaborazione con i Fisioterapisti e/o gli Osteopati.

Il suo compito è quello di far raggiungere la forma fisica e il benessere all’individuo, rieducandolo alle sane abitudini.

Senza l’aggiunta di Master o altre tipologie di Specializzazioni particolari, il Rieducatore Motorio (laureato in Scienze Motorie) non può eseguire la manipolazione. Si tratta di un professionista indicato in particolare per chi fa sport, sia a livello agonistico che a livello dilettantistico.

Le aree di attività del Rieducatore Motorio sono: la rieducazione in piscina: insieme di trattamenti con lo scopo di affrontare esercizi altrimenti impossibili a al di fuori dell’acqua; la rieducazione in palestra: insieme di esercizi mirati al recupero della mobilità articolare e della forza sia con l’articolazione in scarico sia con l’aiuto di macchinari di ultima generazione; la rieducazione sul campo: l’ultima tappa per l’atleta infortunato prima di tornare allo sport, si tratta della fase più importante, per questo assolutamente personalizzata; la prevenzione degli infortuni: valutazione a priori della salute dell’atleta, tenendo in considerazione tre campi di azione: forza, flessibilità e propriocettiva.

Rieducazione in piscina ( vedi idrokinesiterapia)

Rieducazione in palestra : questo tipo di attività è indicato per la risoluzione di limitazioni funzionali di vario genere, in modo particolare tutte le patologie traumatiche e chirurgiche delle principali articolazioni (anca, bacino, ginocchio, caviglia e rachide in toto) o traumi da sovraccarico funzionali, come tendiniti, borsiti. La rieducazione funzionale viene consigliata, inoltre, per le attività di prevenzione (legate a traumatismi sportivi e non) e di mantenimento di uno stato ottimale di forma fisica; il lavoro viene svolto in palestra in un open-space all’interno del quale sono collocate macchine aerobiche e macchine per il rinforzo muscolare. Inoltre vengono utilizzati elastici, pesetti e altri strumenti per effettuare gli esercizi a corpo libero.

Rieducazione sul campo o Riatletizzazione: la rieducazione sul campo sportivo è l’ultima fase del percorso riabilitativo. Consiste nell’effettuare esercizi progressivi di recupero fino a riproporre in maniera completa i gesti specifici dello sport praticato. La rieducazione sul campo sportivo è fondamentale per ridare sicurezza e per prevenire il reinfortunio, può essere effettuata da tutte le tipologie di pazienti, indipendentemente dall’età e dal livello sportivo. Gli esercizi si svolgono sotto il diretto controllo di un rieducatore, si tratta di programmi individualizzati che variano a seconda della tipologia di cliente (sedentario, sportivo amatoriale, sportivo agonista ecc.) e della problematica da affrontare.